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La
soggettività appare il più evidente valore o feticcio
dell'età contemporanea, che sembra stagliarsi, nella
crisi di fondamenti ideologici più ampi, quale
indiscutibile riferimento delle prassi di vita. Al tempo
stesso, però, si tratta di un tema teoricamente pressante
ed ambiguo: proprio per questo è prezioso comprendere
meglio il senso dei suoi presupposti metafisici originari.
Dopo l'anima analizza uno dei nodi principali
della genesi della soggettività moderna, ovvero la
trasformazione seicentesca dell'anima sostanziale nella
identità personale. L'identità del soggetto diviene
questione nel momento in cui si esaurisce
l'indiscutibilità metafisica dell'anima. In questo
passaggio il ruolo fondamentale è giocato da Locke, ma
molti protagonisti e comprimari della cultura del tempo
contribuiscono al dibattito: Hume e Leibniz, Butler e Reid
sono solo i maggiori tra i partecipanti alla intensa
discussione su cosa possa significare, all'interno del
nuovo quadro approntato da Locke, essere lo stesso uomo.
Da questo punto di vista il '600 si conferma nel suo
significato fondante rispetto all'evoluzione del pensiero
successivo: buona parte delle difficoltà della riflessione
contemporanea sull'identità personale sono da ricondurre
al nucleo problematico messo a fuoco nel volume, da cui
un'onda di conseguenze continua, ancora oggi, a
ripercuotersi.
Antonio Allegra
è dottore di ricerca in filosofia e scienze
umane e autore di studi ispirati da un progetto
complessivo di indagine sulle forme della soggettività.
Oltre a numerosi articoli ha scritto Identità e
racconto. Forme di ricerca nel pensiero contemporaneo,
ESI, Napoli 1999; Le trasformazioni della
soggettività. Charles Taylor e la tradizione del moderno,
AVE, Roma 2002. Sul piano storiografico, si interessa
soprattutto di filosofia e cultura del '600: ha curato con
Carlo Vinti le Opere scelte di Federico Cesi, Effe,
Perugia 2003, e attualmente è impegnato nella cura
dell'edizione italiana di opere di Baltasar Graciàn. l3
titolare di assegno di ricerca nell'Università di Perugia,
dove svolge attività presso la cattedra di Storia della
filosofia contemporanea.
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