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AI nome di
Cerreto d'Esi, un paesino delle Marche che si trova sulla
via fra Matelica e Fabriano, non compare nelle storie
della Resistenza [...]. E invece quel paesino è
doppiamente significativo dal punto di vista della
Resistenza: da un lato perché rappresenta, anche se in
miniatura, date le sue dimensioni, una di quelle
"repubbliche" che nei duri anni della occupazione tedesca
riuscirono a salvare, per periodi di tempo più o meno
lunghi (ma nel caso di Cerreto lungo tutto il periodo),
la loro libertà; in secondo luogo perché la sua storia
offre una verifica critica, per non dire una smentita,
delle tesi revisioniste che ebbero particolare credito e
diffusione negli anni Novanta. [...]
La
spiegazione di questa eccezionale condizione è nel fatto
che il paese tutto si trovò unito, creò una propria
autonoma organizzazione del potere: "Un gruppo di persone
(ufficiali dell'esercito, personaggi antifascisti,
sacerdoti, comandanti partigiani) trovò un accordo sul
commissario prefettizio e stabilì alcune regole che
permisero alla comunità di organizzarsi civilmente, di
condurre una politica di tutela della popolazione, di
mantenere una forte e ordinata formazione partigiana, che
fu in grado di compiere le due più significative
operazioni partigiane militari delle Marche".
Cerreto
dunque non salvò la sua autonomia facendosi da parte,
semplicemente rendendo troppo costoso e inutile ogni
tentativo tedesco e fascista di ristabilire il controllo
del territorio, ma salvò la sua autonomia partecipando
attivamente alla guerra nazionale di liberazione. Per
questo sembra di poter condividere la orgogliosa
affermazione dell'autore sulla esistenza di una "piccola
'repubblica' autonoma di Cerreto d'Esi"».
Dalla
Prefazione di Pietro Scoppo/a
Bartolo Ciccardini
è
nato Il 30 settembre 1928 a Cerreto d'Esi, nelle Marche.
Ha studiato e si è laureato a Perugia. È stato direttore
di due riviste giovanili degli anni Cinquanta «Per
l'Azione» (1950-52) e «Terza Generazione» (1953-54). Ha
curato le trasmissioni televisive Tempo libero
(1956-62) e Cordialmente (1963-68). Ha diretto il
settimanale «La Discussione» (1969-77). Eletto alla Camera
dei Deputati per sei legislature (1968-1992). Ha
pubblicato L'italiano (Il Mulino) e Dove vai,
Repubblica?(Cinque Lune).
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