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Bartolo Ciccardini

 

 

LA RESISTENZA DI UNA COMUNITÁ

La "repubblica" autonoma
di Cerreto d'Esi

 

Collana

COSCIENZA DEL TEMPO

 

pp. 143, € 13,50
ISBN 88-382-3975-4


AI nome di Cerreto d'Esi, un paesino delle Marche che si trova sulla via fra Matelica e Fabriano, non compare nelle storie della Resistenza [...]. E invece quel paesino è doppia­mente significativo dal punto di vista della Resistenza: da un lato perché rappresenta, anche se in miniatura, date le sue dimensioni, una di quelle "repubbliche" che nei duri anni della occupazione tedesca riuscirono a salvare, per pe­riodi di tempo più o meno lun­ghi (ma nel caso di Cerreto lungo tutto il periodo), la loro libertà; in secondo luogo perché la sua storia offre una ve­rifica critica, per non dire una smentita, delle tesi revisioni­ste che ebbero particolare credito e diffusione negli anni Novanta. [...]

La spiegazione di questa eccezionale condizione è nel fatto che il paese tutto si trovò unito, creò una propria auto­noma organizzazione del potere: "Un gruppo di persone (ufficiali dell'esercito, personaggi antifascisti, sacerdoti, comandanti partigiani) trovò un accordo sul commissario prefettizio e stabilì alcune regole che permisero alla comunità di organizzarsi civilmente, di condurre una politica di tu­tela della popolazione, di man­tenere una forte e ordinata formazione partigiana, che fu in grado di compiere le due più significative operazioni parti­giane militari delle Marche".

Cerreto dunque non salvò la sua autonomia facendosi da parte, semplicemente rendendo troppo costoso e inutile ogni tentativo tedesco e fascista di ristabilire il controllo del territorio, ma salvò la sua au­tonomia partecipando attiva­mente alla guerra nazionale di liberazione. Per questo sembra di poter condividere la orgogliosa affermazione dell'autore sulla esistenza di una "piccola 'repubblica' autonoma di Cerreto d'Esi"».

Dalla Prefazione di Pietro Scoppo/a


Bartolo Ciccardini è nato Il 30 settembre 1928 a Cerreto d'Esi, nelle Marche. Ha studiato e si è laureato a Perugia. È stato direttore di due riviste giovanili degli anni Cinquanta «Per l'Azione» (1950-52) e «Terza Genera­zione» (1953-54). Ha curato le trasmissioni televisive Tempo libero (1956-62) e Cordialmente (1963-68). Ha diretto il settimanale «La Discussione» (1969-77). Eletto alla Camera dei Deputati per sei legislature (1968-1992). Ha pubblicato L'italiano (Il Mulino) e Dove vai, Repubblica?(Cinque Lune).


 

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