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Questo volume
ricostruisce ed interpreta per la prima volta, con
partecipe originalità critica e mediante un puntuale
scandaglio tematico-stilistico, la nobile figura poetica
di Margherita Guidacci (Firenze 1921 - Roma 1992). La
poetessa fiorentina visse con appartata coerenza la sua
vocazione "semidrammatíca", che attraverso la prediletta
anglistica - specie nelle figure degli elisabettiani - la
condusse lontano dall'area ermetica nativa, facendone una
splendida traduttrice di Donne, della Dickinson, di Eliot,
di Smart e di moltissimi altri autori in poesia e in prosa
(inclusi americani, slavi e cinesi) nonché una "Sibilla"
novecentesca dalla voce eloquente e scolpita, la cui rara
natura era ad un tempo classica e cristiana, tragica e
gioiosa, civile ed intima: una testimone lucida e fervida
del suo e nostro tempo inquieto, aliena da ogni compromissione utilitaristica o sudditanza ideologica, e
perciò a lungo rimossa dalle storie letterarie e dalle
antologie "ufficiali". Della Guidacci, nel 1999 Maura Del
Serra ha curato la raccolta de Le poesie (Firenze, Le
Lettere).
Maura Del Serra
insegna Letterature Comparate
nell'Università di Firenze. Poetessa, drammaturga,
critico letterario e traduttrice dal tedesco, inglese,
francese e spagnolo, ha all'attivo molte pubblicazioni.
Per la critica letteraria si ricordano i volumi dedicati
a Campana, Rebora, Ungaretti, Pascoli, Jahier, e molti
saggi per lo più di argomento ottonovecentesco, italiano
ed europeo. Numerose le sue raccolte poetiche e i testi
teatrali, in versi e in prosa, tradotti in diverse lingue,
e per i quali ha ricevuto importanti riconoscimenti
nazionali ed internazionali:
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