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Ad Auschwitz Dio c'era, perché anche lì, come dovunque nel mondo l'uomo è stato negato e ucciso,
il fuoco dell'alleanza non si è mai spento ed ha continuato a bruciare. È vero che «durante la notte delle nostre guerre, il fuoco dell'alleanza sembrava definitivamente spento dall'orrore dei forni crematori. Ma l'amore non può morire: è presente nell'essere di ogni creatura, di ogni vita. La scelta fatta da Mosè al Sinai tra la vita e la morte, tra la benedizione e la maledizione, si ripropone agli uomini del nostro tempo. La sua urgenza è ancora maggiore se si considerano i rischi mortali che ci minacciano e che ci impongono un rinnovamento spirituale, senza il quale l'avvenire dell'umanità - e probabilmente anche quello di ogni traccia di vita sul nostro pianeta - rischierebbero di essere definitivamente compromessi» (A. Chouraqui). Guardando oltre la caducità della scena mondana e i tanti fallimenti della storia umana, si ritrovano i segni dell'azione di Dio nel mondo. È attraverso questi segni che Dio governa il mondo e si rende presente agli uomini, chiamati a completare l'opera incompiuta della creazione. Dio è sempre presente nel mondo ed è sempre accanto all'uomo, soprattutto nel tempo della prova, anche quella più difficile. Ma bisona cercarlo.
E per questo che un parlare su Dio è ancora possibile dopo Auschwitz, nonostante il salto qualitativo nell'ordine della violenza, rappresentato dall'evento della
Sho'ah.
Rocco Pititto
è professore di Teorie del linguaggio e della
comunicazione e di Filosofia del Linguaggio presso la
Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli
Studi di Napoli Federico II. Studioso di problemi del
linguaggio e della comunicazione, esplora nella sua
ricerca gli spazi dell'uomo nel suo incontro
costitutivo con il Tu dell'esistenza, che si apre alla
trascendenza. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo:
Linguaggio ed esperienza religiosa (Roma 1980);
John Locke. Mondo linguistico e interpretazione
(Napoli 1984); Comunità, comunicazione e
interpretazione (Napoli 1988); La fede come
passione. Wittgenstein e la religione (Cinisello
Balsamo 1997); La comunicazione difficile.
Psicopatologie del linguaggio e della comunicazione
(Brescia 2001); Dentro il linguaggio. Pratiche
linguistiche ed etica della comunicazione (Torino
2003).
Recensioni
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