«Il
tentativo di Fausto Gianfreda è quello di muoversi
all'altezza che il pensiero di Heidegger qui richiede;
di provare cioè a pensare dentro la svolta che i
Beiträge zur Philosophie (assunti come una sorta di
laboratorio in cui il lettore-interprete è fin
dall'inizio chiamato in causa) costituiscono. E di
rischio si deve parlare, perché quello che qui
coraggiosamente si intraprende è il tentativo non tanto
o perlomeno non solo di rendere conto della svolta
all'interno di una prospettiva storico-genetica del
pensiero di Heidegger, quanto piuttosto quello di
esplorare, certo anche in relazione all'autointerpretazione
che Heidegger offre del percorso che ad essa conduce, il
senso stesso che la svolta vuole e può essere per il
pensiero. [...]
Ed
è proprio il rapporto tra colui che accoglie e
l'accolto, che è poi un rapporto che si dipana nelle sue
più diverse declinazioni come rapporto tra esserci
ed essere, ma anche, inevitabilmente, tra l'umano
e il divino, il nodo dentro il quale si incunea il
percorso che attraverso
i Beiträge zur Philosophie
(dentro il cammino di pensiero che essi sono e
insieme ad esso), ma anche in connessione con la
strada aperta da Sein und Zeit, viene qui
lucidamente tracciato da Fausto Gianfreda: il rapporto
tra il Dasein e il Sein appunto, inteso
ora, nei Beiträge zur Philosophie, a partire
dall'evento svoltante dentro il quale avviene
qualcosa come il suo darsi al Da-sein».