Dopo
vent’anni dalla scomparsa, in questo volume, si sente ancora la
voce di Benigno Zaccagnini, che indica la strada alla politica
di oggi: una forte unità tra vita e valori, che parte dal
mettere insieme le “eccezioni di bene” che sono in questa
società.
Dopo
un’introduzione di Agostino Giovagnoli, che traccia un sintetico
e chiaro profilo del politico faentino, ne parlano il suo ultimo
vescovo, Ersilio Tonini, in un dialogo con Domenico Rosati, già
presidente ACLI e “compagno di banco” di Zaccagnini al Senato,
Achille Silvestrini, il cardinale romagnolo che continua ad
essere una grande risorsa per la Chiesa e che è stato, con
discrezione, vicino a lui nei momenti difficili dell’esperienza
romana, Luigi Pedrazzi, l’amico intellettuale impegnato tra fede
cristiana, comunità civile e comunità cristiana, il presidente
di Confcooperative, Luigi Marino, testimone della sua passione
per la cooperazione, l’on. Bruno Tabacci, che lo incontrò in
quella “sinistra DC” che si era costituita per continuare a dare
speranza ai cattolici impegnati in politica, Giovanni Bianchi,
già parlamentare, che come presidente ACLI consegnò l’ultima
tessera del suo movimento a Zaccagnini, Giorgio Tonini, senatore
della Repubblica, uno dei tanti giovani che gridavano “Zac, Zac,
facci sperare”, l’on. Giovanni Bachelet, la cui sofferenza
familiare si incontrò con lui, ed infine Guido Bodrato, che
continua ad essere la voce di Zaccagnini, con cui è stato in
comunione fraterna.
Si è
ritenuto opportuno pubblicare anche l’omelia di Mons. Tonini per
l’addio a Zaccagnini ed il saluto di Arrigo Boldrini, che fu suo
amico fraterno ed avversario politico.