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STUDIUM

BIMESTRALE DI CULTURA FONDATO NEL 1906

3433 ISSN 0039-4130

 

Anno 105°

 

settembre/ottobre
2009 - n. 5


SOMMARIO

 

LINO PRENNA

Una crisi culturale

643

 

ATTUALITÀ DI MARITAIN

 

GIORGIO CAMPANINI

Alle origini di una vocazione politica.
J. Maritain e Primauté du spirituel

649

PIERO VIOTTO

Educazione alla libertà, alla saggezza, alla bellezza in J. Maritain

657

PIERO DORIA

Diffusione e recezione in Italia del pensiero politico di J. Maritain

673

 

NELL'ANNO SACERDOTALE

 

ANTONIO STAGLIANÒ

Intus-legere. Per una Pastorale «a occhi aperti»

709

MASSIMO NARO

Fides qua e fides quae: quale integrazione?

715

ADRIANO ROCCUCCI

Storia ed escatologia. Dimensione storica ed esperienza cristiana

727

 

PAGINE DI STORIA

 

PIERSANDRO VANZAN S.J.

Pio XII e la tragedia degli ebrei (Shoah): i «silenzi» che evitarono il peggio

733

 

TESTIMONIANZE

 

SIMONE BOCCHETTA

Paolo VI negli scritti del Card. Martini. «L'uomo spirituale giudica ogni cosa, ed egli stesso non è giudicato da alcuno» (1 Cor 2, 15)

753

 

IL PUNTO

 

GIANFRANCO MAGLIO

La Costituzione e la sua filosofia: origini del costituzionalismo e delle idee costituzionali

761

  POESIA E SPIRITUALITÀ  

GABRIELLA FIORI

L'amicizia dell'anima. Patrice de La Tour du Pin, maestro sconosciuto per una identità europea

769

  ARTE E STORIA  

RENATO BERTACCHINI

Iconoclastia e culto delle immagini sacre

783

  INTERVENTI CRITICI  

MASSIMO BORGHESI

La storia di José Jiménez Lozano

791

FABIO PIERANGELI

Gocce d'inchiostro

793


La crisi culturale, l’attualità di J. Maritain e l’indizione dell’Anno sacerdotale

nell’ultimo fascicolo di STUDIUM

 

IN PRIMO PIANO / ATTUALITA’ DI J. MARITAIN

Il numero 5/2009 della rivista STUDIUM pone attenzione a diverse questioni, aprendo con un’analisi della figura di J. Maritain sotto diversi aspetti: l’editoriale di Lino Prenna è intitolato Una crisi culturale, ed è seguito dagli interventi di Giorgio Campanini, Piero Viotto e Piero Doria dedicati alla figura del filosofo francese.

Il testo di Lino Prenna si presenta come un interessante analisi della crisi finanziaria attuale e della voracità del mercato che l’ha posta in essere, mettendo in luce come ad una crisi in parte similare, quella del 1929, il mondo cattolico reagì con il personalismo di Emmanuel Mounier ed altri, rifacendosi alle famose parole del filosofo di Grenoble: «Non solo ci rifacevamo alla parola di Péguy: “O la rivoluzione sarà morale o non sarà”, ma precisavamo: “La rivoluzione morale sarà economica o non sarà. La rivoluzione economica sarà morale o sarà nulla”».

Il saggio di Giorgio Campanini (Alle origini di una vocazione politica. J. Maritain e Primauté du spirituel) apre la sezione dedicata a Maritain, prendendo in esame il posto di primaria importanza che occupano gli scritti politici all’interno della produzione del filosofo e, fra essi, l’interesse che suscita il suo Primauté du spirituel. Quest’opera, grazie alla presa di distanza dall’Action Française e dalle sue posizioni, «occupa un posto di rilievo non solo nell’evoluzione del pensiero maritainiano ma anche nella storia delle idee del Novecento, come passaggio fondamentale nell’evoluzione del rapporto tra Chiesa e modernità».

Il saggio di Piero Viotto intitolato Educazione alla libertà, alla saggezza, alla bellezza in J. Maritain (scaricabile gratuitamente dal nostro sito cliccando qui) analizza diversi elementi della produzione del filosofo parigino e traendo da essi una conclusione secondo la quale: «Nella vita per scegliere liberamente, secondo coscienza, occorre un criterio di scelta, la saggezza ci fornisce questo criterio, ma le cognizioni intellettuali diventano convinzioni morali solo se la bellezza, come splendore della verità, affascina e coinvolge la coscienza. Per questo motivo i grandi educatori dell’umanità sono i poeti e i mistici, non i filosofi e gli scienziati».

L’intervento di Piero Doria (Diffusione e recezione in Italia del pensiero politico di J. Maritain) conclude la sezione vedendo come le opere di Maritain venissero recensite in Italia a partire dal 1921, su diverse riviste tra cui “Studium” stessa, che si occupò dei suoi volumi in molte occasioni.

 

NELL’ANNO SACERDOTALE

 Seguono poi, nel fascicolo, tre interventi strettamente legati tra loro (Antonio Staglianò, Intus-legere. Per una pastorale «a occhi aperti»; Massimo Naro, Fides qua e fides quae: quale integrazione?; Adriano Roccucci, Storia ed escatologia. Dimensione storica ed esperienza cristiana) con i quali la Rivista vuole richiamare l’attenzione sullo stretto rapporto tra pastorale, teologia e spiritualità, in occasione dell’indizione dell’anno sacerdotale (19 giugno 2009-19 giugno 2010) da parte del Santo Padre Benedetto XVI, ufficializzata in occasione del 150° anniversario del dies natalis di Giovanni Maria Vianney, Santo Patrono di tutti i parroci del mondo.

 

PAGINE DI STORIA / TESTIMONIANZE

Il successivo saggio è dedicato ad un’analisi storica del rapporto da sempre oggetto di dibattito tra Pio XII e la questione ebraica e prende spunto da alcuni volumi di recente pubblicazione per sviluppare un discorso approfondito su questo tema (Piersandro Vanzan S. J., Pio XII e la tragedia degli ebrei (Shoah): i «silenzi» che evitarono il peggio).

A seguire, è presente nel fascicolo un intervento di Simone Bocchetta che ripercorre una recente pubblicazione dell’Istituto Paolo VI di Brescia, intitolato Paolo VI negli scritti del Card. Martini. «L’uomo spirituale giudica ogni cosa, ed egli stesso non è giudicato da alcuno» (1 Cor 2, 15).

 

IL PUNTO

Di grande interesse, poi, il contributo di Gianfranco Maglio su La Costituzione e la sua filosofia: origini del costituzionalismo e delle idee costituzionali, sulla scia delle celebrazioni avvenute nel 2008 per i sessant’anni dall’entrata in vigore della Costituzione italiana.

 

POESIA E SPIRITUALITA’ / ARTE E STORIA

Seguono i saggi di Gabriella Fiori su L’amicizia dell’anima. Patrice de La Tour du Pin, maestro sconosciuto per una identità europea e di Renato Bertacchini su Iconoclastia e culto delle immagini sacre.

Concludono il fascicolo due interventi critici di Massimo Borghesi (La storia di José Jiménez Lozano) e di Fabio Pierangeli (Gocce d’inchiostro).

 
 

 
 

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