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STUDIUM

BIMESTRALE DI CULTURA FONDATO NEL 1906

3433 ISSN 0039-4130

 

Anno 104°

novembre/dicembre 2008 - n. 6

 


SOMMARIO

 

VINCENZO CAPPELLETTI

«Utopia» ieri e oggi. Dall'inesistenza nello spazio al trascendimento della spazialità

805

MARIO TOSO

Globalizzazione della democrazia e della vita buona. La destinazione universale dei beni

811

 

CENTRALITÀ DELLA
QUESTIONE UNIVERSITARIA

 

PAOLA RICCI SINDONI

Etica del sapere e pratica

837

ORLANDO TODISCO

La formazione universitaria oggi

851

 

IL PUNTO

 

CARLA D'AGOSTINO UNGARETTI e
PIERSANDRO VANZAN S. J.

In margine al caso Eluana:
e riflessioni giuridiche e morali
sul vivere e sul morire

857

LUIGI VASALE

E bene recuperare i personalisti. A proposito della querelle su Roberta De Monticelli

885

 

INCONTRI - Scrittori di frontiera

 

EMILIO VINCIGUERRA

Tawfik: «Io iracheno in Italia ho conosciuto la libertà»

893

 

PAGINE DELLA STORIA

 

VINCENZO SCHIRRIPA

Un'utopia giovanile novecentesca.
Il centenario dello scautismo

917

 

TESTIMONIANZE

 

ANTONINO FRANCO

Il dinamismo fede-ragione nell'opera di Giuseppe Cristaldi

933

INDICE GENERALE DELL'ANNO 2008

954


IN MARGINE AL CASO ELUANA:  RIFLESSIONI GIURIDICHE E MORALI

SUL VIVERE E SUL MORIRE

nell’ultimo fascicolo di “Studium”

 La funesta conclusione della tristissima vicenda di Eluana, col fatale mix di prevaricazioni giudiziarie e “invasioni di campo” — stante l’attuale vuoto legislativo (cui da anni non s’è posto rimedio) — e di speciosi cavilli procedurali, rende particolarmente attuale il saggio che appare in Studium, n. 6/2008. Un saggio che, redatto nel dicembre scorso — quando ancora in molti speravamo che le varie buone ragioni e la retta coscienza avrebbero salvato Eluana —, presenta le argomentazioni giuridiche, medico-deontologiche e teologico-morali in favore della vita. Sicché l’odierna esecuzione della “sentenza di morte”, emessa dalla Cassazione l’anno scorso, mentre rende opprimente l’amarezza dei tanti che vedono ora calpestate tutte quelle argomentazioni — e non razionalmente, ma per cinica ideologia —, costringe tutti a un severo esame di coscienza. Ossia, nell’ora in cui le coscienze individuali e collettive si confrontano mediante il metodo democratico che ci governa, gli italiani sono chiamati a pronunciarsi, attraverso i loro organi rappresentativi, in merito a due diverse visioni della vita umana e del suo destino. La storia di Eluana Englaro è la pietra d’inciampo, che costringe tutti a scendere nei recessi ultimi della propria anima e, guardandovi dentro, a prendere chiara posizione su un problema che appena dieci anni fa neppure si poneva.

 

Nel fascicolo compaiono, con altri saggi, anche importanti contributi sulla centralità della questione universitaria, sul tema della globalizzazione della democrazia e della destinazione universale dei beni, e un’ampia intervista a uno scrittore di frontiera: Tawfik: “Io iracheno in Italia ho conosciuto la libertà”.  

 

 
 

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