In genere, chi
lasciava la campagna per trasferirsi in città, lo faceva
perché aveva trovato un lavoro più stabile o meno
faticoso o sperava di trovarlo con più facilità, o
perché immaginava che, vivendo insieme con molte più
persone, avrebbe sperimentato una esistenza con maggiori
opportunità, per sé e per la propria famiglia, in una
auspicata dimensione protettiva, non solo economica e
sociale, ma anche culturale, religiosa e politica.
[...] Oggi però
il cambiamento è oggettivamente in contraddizione con
quelle intenzioni originarie del costruire le città e
con quelle aspettative di chi aveva deciso di abitarle.
La città era
prima un luogo, oggi è più luoghi; era prima un tempo
unico, oggi è più tempi e vi è differenza tra il tempo
del giorno e il tempo della notte perché la città del
buio è decisamente diversa dalla città della luce.
Prima, la città era una sola e unica città, mentre ora
si ritrovano in essa molte altre città o perlomeno
"un'altra città", come affermano gli autori di questo
pregevole saggio, che con coraggio denunciano una
situazione che rende precario il rapporto tra civiltà ed
essere umano e che reclama, in una ritrovata presenza
unitaria e in un nuovo slancio politico, il rispetto dei
diritti proclamati in molti manifesti e dichiarazioni
contemporanei».
Dalla Prefazione
del Prefetto Carlo Mosca
Fabio Rossi è
laureato in Giurisprudenza all'Università «La Sapienza »
di Roma, ha conseguito una specializzazione alla
LUISS-Scuola di Management di Roma e il diploma di Etica
Pubblica presso l'Istituto di Scienze Religiose alla
Pontificia Università Gregoriana di Roma. Collabora sia
a «Nuova Umanità» sia, con P. Vanzan, alle riviste
«Studium» e «Vita Pastorale».
Piersandro Vanzan
S. J., scrittore della «Civiltà Cattolica», è
professore emerito di Teologia pastorale nella
Pontificia Università Gregoriana di Roma. È autore di
vari libri e collaboratore fisso di varie riviste, tra
cui «Vita Pastorale», «Prospettiva Persona» e «Studium».
Nelle nostre collane figura il volume