|
Il saggio
si colloca al punto d’intreccio delle due centrali
coordinate ungarettiane del «sentimento» del
«classico» e del «girovago», rievocando il viaggio
temporale (esistenziale e culturale) del poeta e la
sua esplorazione dei luoghi e delle realtà di alcune
aree geografiche (Elea, Palinuro, Paestum), sulla
cui descrizione germoglia la flessuosa divagazione
intellettuale e fantastica dell’io narrante. Ed è
grazie al viaggio reale del 1932 a sud della
Campania, nei luoghi del mito virgiliano, che
Ungaretti immaginerà quella terra promessa a lungo
vagheggiata, cogliendovi gli spunti per il
proseguimento della sua attività creativa, in
particolare per il Recitativo di Palinuro –
oggetto qui di una articolata quanto accurata
analisi –, modulato sullo spartito virgiliano. Così,
nell’intreccio e sulla scorta di alcuni lacerti
delle prose di viaggio, si affida il messaggio ad
una bottiglia, che, per mezzo del prodigio della
scrittura, per dir così, “itinerante”, sarà
destinata ad affrontare un viaggio infinito che
attraversa lo spazio della parola nel tempo
incessantemente presente della storia.
In
virtù di questa proposta di lettura singolare
«scopriamo – come scrive G. M. Anselmi nella
Presentazione – non solo la genesi di pagine
poetiche fondamentali di Ungaretti (dove fonti
letterarie ed esperienze dirette del viaggio
cilentano si fondono inestricabilmente) ma anche il
senso che la grande generazione di poeti e scrittori
del Novecento […] volle dare al viaggiare come
primaria esperienza culturale e formativa. […] De
Marco ci conduce lungo questo percorso ermeneutico
prima ancora che odeporico con capitoli di grande
suggestione che ci aprono nuove e importanti
acquisizioni sul la genesi di una certa poetica
ungarettiana. Affidiamo perciò al lettore un libro
prezioso e intrigante che lo solleciterà al viaggio
letterario non meno che ad una nuova rilettura di
Ungaretti».
Giuseppe
De Marco ha dedicato parte sostanziale del suo
lavoro a Dante e alla letteratura italiana del
Novecento. Collabora a varie riviste d’italianistica
nazionali ed internazionali, quali «Studi
Danteschi», «Critica Letteraria», «Studi
Novecenteschi», «Rivista di Studi Italiani», «Annali
d’Italianistica», «Strumenti Critici», «Filologia e
Critica» ecc. Fra le sue principali pubblicazioni
si ricordano:
Per una
Carta poetica del Sud,
Napoli, Federico & Ardia, 1989;
Fictio.
Esperienze di Lettura sulla poesia italiana del
Novecento,
Udine, Campanotto, 1993;
Le
stagioni dell’epifania poetica di A. Merini,
Salerno-Roma, Ripostes, 1995; Pretesti
dall’invenzione. Dall’ultimo Montale a P. Levi,
Pisa, Giardini, 1995;
Mitografia dell’Esule. Da Dante al Novecento,
Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane,1996;
Caproni
poeta dell’antagonismo e altre occasioni esegetiche
novecentesche,
Genova, Il Melangolo, 2004;
Le icone
della lontananza. Carte di esilio e viaggi di carta,
Roma, Salerno Editrice, 20092. |