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Roberto Gatti

 

 

 

POLITICA
E TRASCENDENZA

Saggio su Pascal

 

Collana 'La Dialettica'

 

 

pp.256 - € 20,50
ISBN 978-88-382-4111-6


Il libro costituisce uno studio sistematico sulla componente politico-giuridica del pensiero pascaliano. L’interpretazione non ricalca i percorsi tradizionali della letteratura sull’autore dei Pensieri, ma tenta una strada diversa e nuova, la cui direzione consiste nel situare la riflessione politica di Pascal entro il contesto della politica moderna e nel valutare la portata di tale riflessione sullo sfondo del progressivo delinearsi di quella che è stata definita la «macchina politica della modernità». Ne emerge la figura di un Pascal allo stesso tempo debitore e critico delle categorie del moderno e in cui l’apertura alla dimensione della trascendenza nel senso cristiano-cattolico consente di misurare i limiti del processo di secolarizzazione che investe la prassi e il pensiero politici in quello scorcio storico-culturale decisivo che è il Seicento. Pascal è messo in dialogo – oltre che con i maggiori rappresentanti di Port-Royal (Arnauld, Nicole, Domat) – con altri autori, tra i quali Machiavelli, Hobbes, Spinoza, Locke, Rousseau, Marx, che rappresentano punti di orientamento non eludibili se si intende vagliare, dal punto di vista teoretico, il nesso tra religione, storia e politica, tema che rappresenta uno dei fili conduttori del lavoro.

È stato ovviamente necessario condurre a fondo l’esame dei temi più noti del pensiero pascaliano (il divertissement, le dinamiche dell’amor proprio, la vanità del mondo, la funzione della «figura»). Tali temi vengono considerati come parti di un’analitica esistenziale che fa da premessa alla teorizzazione di un ordine politico della ragionevolezza in cui, in una prospettiva diversa sia da quella giusnaturalistica che da quella giuspostivistica, si condensa il senso più proprio e più caratteristico della riflessione politica pascaliana.

Il testo si chiude con un tentativo di sintesi intorno al tema della secolarizzazione, inquadrato a partire dal confronto-scontro tra Pascal e i Gesuiti.


Roberto Gatti insegna Filosofia politica nella Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Perugia. È stato presidente della Società italiana di Filosofia politica. È direttore della rivista «Cosmopolis» (www.cosmopolisonline.it) e fa parte del Comitato direttivo di altre riviste, tra cui «Annuario di Filosofia», «Dialoghi» e «Hermeneutica». È altresì membro dei Comitati scientifici dell’Istituto per gli studi sociali «Vittorio Bachelet», del Centro dei congressi di cultura europea dell’Universidad de Navarra, della Collana «Methexis» (Firenze University Press), della Collana «Il Limnisco» (Franco Angeli), dello «Studium generale Marcianum» di Venezia. È responsabile del settore di Filosofia del Dipartimento di Filosofia, Linguistica e Letteratura dell’Università di Perugia e membro della giunta di presidenza della Facoltà di Lettere e Filosofia. Coordina, insieme a Giulio M. Chiodi, i seminari sui classici della filosofia politica che, partire dal 2000, si tengono ogni due anni a Perugia (gli Atti sono editi da Franco Angeli). Tra i suoi volumi: L’enigma del male. Un’interpretazione di Rousseau, Roma 1996; Il chiaroscuro del mondo. Il problema del male tra moderno e post-moderno, Roma 1997; “L’impronta di ciò che è umano”. Saggi di filosofia, Pisa 2006; Filosofia politica, Brescia 2007. Ha tradotto e curato una nuova edizione del Contratto sociale di J.-J. Rousseau. Ha collaborato a numerose voci politiche dell’Enciclopedia filosofica, diretta da V. Melchiorre (Milano 2006).

 

 
 

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