Concepita nei giorni più bui della seconda guerra
mondiale, «quando bisognava rianimare nei cuori dei
giovani la fiamma della libertà contro il falso
prestigio della barbarie totalitaria», quest'opera è
ormai divenuta un classico della storia
dell'educazione. Accanto alla celebre Paideia
di Jaeger, è il testo complessivo più rilevante -
così è stato scritto - sull'educazione classica. Non
si tratta in realtà di un manuale di teoria
pedagogica o di storia delle scuole greco-romane, ma
di una ricerca storica e di un'analisi di tutte le
componenti della cultura greca, romana e cristiana.
La solidissima competenza archeologica, filologica e
pedagogica dell'autore illumina dal di dentro ogni
pagina. Rispettosa del significato pregnante del
concetto di paideia, che è sintesi e concentrato di
una cultura, cultura ed educazione insieme, l'opera
finisce per essere fondamentalmente una storia della
cultura antica, e nello stesso momento una storia
delle idee e delle istituzioni educative
dell'antichità. La disamina privilegia però i fatti
e vede la forza delle dottrine nella loro capacità
di realizzarsi in fenomeni concreti. L'itinerario
della paideia è seguito dalle origini alla comparsa
delle prime scuole cristiane di tipo medievale, sia
nel mondo greco, prendendo le mosse dai modelli
dell'educazione cavalleresca descritti nei poemi
omerici, sia nella cultura latina, a partire dai
costumi tipici della cultura contadina dell'età
regia e dei primi secoli della repubblica. Un arco
temporale che abbraccia quindici secoli. È un'opera
che non può lasciare indifferente - e fino ad oggi
non l'ha lasciata - la cultura dei nostri anni,
perché delinea le origini dirette della nostra
tradizione pedagogica.
Henri-Irénée Marrou (1904-1977), insigne
storico della cultura e del cristianesimo antichi, è
nato a Marsiglia ed ha studiato all'École Normale
Supérieure di Parigi e all'École Francaise di Roma.
E stato professore di storia antica a Montpellier e
a Lyon e professore di storia del cristianesimo alla
Sorbona. Tra le sue opere: Saint Augustin et la
fin de la culture antique (1932), Saint
Augustin et l'augustinisme (1952), De la
connaissance historique (1954), Théologie de
l'histoire (1968). Nelle nostre edizioni figura
in traduzione (sotto lo pseudonimo di Henri Davenson):
Fondements d'une culture chrétienne (1932).