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SOMMARIO
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VINCENZO CAPPELLETTI |
Un percorso della ragione
scientifica
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163 |
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SCIENZA E TEOLOGIA |
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SERGIO NOVANI |
Unità o disunità della scienza?
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171 |
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ANTONIO RUSSO |
Hans Kung e la teologia come scienza
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185 |
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LA CHIESA NELLA STORIA |
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LILIOSA AZARA |
La Chiesa di Benedetto XV
e Pio XI tra universalismo e cosmopolitismo. I rapporti
con la Società delle Nazioni
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207 |
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LUCA TEDESCO |
Chiesa cattolica e Unrra
Casas tra ricostruzione socio-economica, opportunità politiche e difesa dell'identità religiosa italiana
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233 |
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ANGELO PAOLUZI |
Il contributo delle Chiese
cristiane alla caduta del muro di Berlino
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247 |
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IL PUNTO |
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ROSARIO SITARI |
I temi ambientali nella
Caritas in veritate
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257 |
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CLAUDIO VASALE |
Dottrina sociale e pensiero
politico contemporaneo |
277 |
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TESTIMONIANZE |
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MARIO CASELLA |
Vittorio Bachelet, uomo di
pace e di riconciliazione |
287 |
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LA CRITICA |
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SABINO CARONIA |
La morte moderna: letteratura e sacralità della vita |
309 |
La “nuova epistemologia”
nella Rivista
Studium
L’ultimo fascicolo (n.
2/2010) della Rivista
Studium
propone un’indagine sulla “nuova epistemologia”, che ha
un’elaborazione definitiva negli ultimi decenni del
Novecento e consente alle scienze della natura di
entrare in una nuova fase del loro sviluppo, aprendo un
nuovo spazio per la filosofia e, in generale, per
l’intera storia delle idee e della società.
Nell’editoriale (Un
percorso della ragione scientifica) il prof.
Vincenzo Cappelletti ripercorre le tappe della
rivoluzione scientifica moderna alla luce di una
riflessione epistemologica che riannoda il filo rosso
della scienza con quello della metafisica. La visione
cartesiana del mondo fisico e biologico, fondata sul
concetto di estensione, alla quale si aggiunge quella
laplaciana, basata sul movimento meccanicistico dei
corpi materiali, non regge al confronto con concetti
come materia e forza, vita, finalità, sensibilità,
pensiero, linguaggio, libertà del volere, che fanno il
loro ingresso nella scienza con
I sette enigmi del
mondo di Emil du Boys-Reymond. La natura con
le diversità qualitative, il divenire, la storia
dell’universo e della terra diventano il nuovo simbolo
della conoscenza scientifica del mondo con le linee di
forza di Faraday e, più tardi, di Maxwell, che aprono la
strada a Hertz, Righi e Marconi, allo stesso Einstein,
nonché alle indagini dei biologi Bernard, Driesch e
Sherrigton.
Si pone l’interrogativo se
l’uomo contemporaneo abbia la possibilità di trovare una
guida complessiva per il suo agire sia sul piano
razionale (Sergio Novani,
Unità o disunità della
scienza, e Antonio Russo,
Hans Küng e la
teologia come scienza,
scaricabile gratuitamente dal nostro sito cliccando qui)
sia sul piano etico per le conseguenze delle sue scelte
che assumono dimensioni sempre più inquietanti (Rosario
Sitari, I temi
ambientali nella Caritas in veritate,
ClaudioVasale,
Dottrina sociale e pensiero politico contemporaneo,
Sabino Caronia, La
morte moderna. Letteratura e sacralità della vita).
Reagire all’indifferenza per
le finalità ultime e fondare razionalmente fini e valori
è possibile proprio nella ritrovata sinergia tra storia
della scienza, dell’arte, della letteratura e della
teologia e storia politica, sociale (cfr. Luca Tedesco,
Chiesa cattolica e
Unrra Casas, Liliosa Azara,
La Chiesa
di Benedetto XV e Pio XI tra universalismo e
cosmopolitismo, Angelo Paoluzi,
Il contributo delle
Chiese cristiane alla caduta del muro, Mario
Casella, Vittorio
Bachelet, uomo di pace e di riconciliazione)
ed economica.
La storia della scienza
mostra che il percorso dell’uomo non si svolge
accumulando verità o errori in modo progressivo, come
sostengono, pur da diverse prospettive, gli epistemologi
Bachelard, Kuhn, Lakatos e Feyerabend, ma tramite una
formazione allo spirito critico, e in sintesi ad un uso
consapevole e responsabile della propria ragione. |