Il volume
ripercorre la riflessione di Francesco Bacone
sull’uomo, sulla morale, sulla politica e sulla
storia cercando di chiarire la complessa ed
originale elaborazione dei temi che egli assimilò
dagli scritti più significativi del Rinascimento
italiano ed europeo, con i quali il filosofo recepì
anche il miglior dettato di quella fortunata
stagione del pensiero e le energie intellettuali che
gli consentirono di vestire gli abiti lustri della
nascente “modernità”.
La ricerca
dimostra come tali scritti e, in particolare, le
opere di Machiavelli, abbiano emancipato il
Londinese dall’astrattismo e lo abbiano orientato ad
una percezione realistica e concreta dei fatti,
incentrata sulla necessità di guardare alla “realtà
effettuale” delle cose per enuclearvi i limiti e le
insufficienze e per escogitare le modalità con le
quali sostituire alla “vergogna dell’ignoranza” le
risorse e i benefici di un sapere “pragmatico” e
“utile”, forgiato sui bisogni dell’uomo e sui
risultati di un’osservazione attenta e priva sia
delle distorsioni personali che delle imposture.
Dalla ricerca
emerge così un inedito profilo di Bacone e
l’architettura complessa di idee e di soluzioni con
cui egli si apriva al “moderno” e ne alimentava
l’esuberante vitalità, in un rapporto dialettico di
dare e di avere con le fonti
rinascimentali che resta uno degli aspetti più
stimolanti delle sue opere e un fatto indubbiamente
nuovo nel panorama culturale del Seicento.
Masino
Glauro Moretti (Chieti, 1980) ha rivolto la sua
attenzione alla filosofia moderna e, in particolare,
al ruolo e alle proposte di Francesco Bacone nel
quadro della cultura europea del Seicento. Sul
filosofo e sul suo pensiero ha pubblicato presso
Studium due monografie: Scienza ed epistemologia
in Francesco Bacone. Dal «Novum organum» alla «New
Atlantis» (2004) e Francesco Bacone e la
sapienza degli antichi. Dal mito al pensiero
critico. Con testo latino, traduzione e commento
(2007).