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STUDIUM

BIMESTRALE DI CULTURA FONDATO NEL 1906

3433 ISSN 0039-4130

 

Anno 106°

 

novembre/dicembre
2010 - n. 6


SOMMARIO

 

VINCENZO CAPPELLETTI

Galileo, addio

803

ROMANO PRODI

Zaccagnini nel futuro della politica

807

GIANFRANCO SPAGNESI

La sinistra e la destra degli italiani

813

IL PENSIERO

RENATO CRISTIN

Identità e tradizione. Fra ermeneutica e fenomenologia

833

LUCA GHISLERI

Ontologia e rivelazione nel pensiero di K.W.F. Solger

851

INEDITI

FRANCESCO SAVERIO PERICOLI RIDOLFINI

Maria alle nozze di Cana. Alcune brevi considerazioni sul colloquio tra Gesù e sua madre

865

LA CRITICA

GIOVANNA SCARSI

Il futurismo fra letteratura ed arte

873

GIOVANNI ANTONUCCI

Il centenario del Manifesto del futurismo: un'occasione mancata

883

LA SETTIMA ARTE

PAOLA DALLA TORRE

Il cinema postmoderno e la fantascienza: l'esempio di Avatar

893

PAGINE DI STORIA

MARCO IMPAGLIAZZO

La vita quotidiana a Trastevere tra Sette e Ottocento

901

LILIOSA AZARA

Santa Sede e Società delle Nazioni: Conferenza sul disarmo del 1932

917

NICOLA CAROZZA

Angela Gotelli: donna, politica, cristiana

927

INTERVENTI CRITICI

ALESSANDRO DUCE

La diplomazia culturale e la politica internazionale

939

LA NOSTRA BIBLIOTECA 949
INDICE GENERALE DELL'ANNO 2010 956

IN QUESTO NUMERO

La cornice entro cui è possibile leggere i saggi raccolti in questo fascicolo è offerta dall’attualità della riflessione di H.-G. Gadamer, del quale recentemente si è celebrato in molte prestigiose sedi accademiche e di ricerca il cinquantennio trascorso da Verità e metodo. Il saggio di Renato Cristin, proposto al Convegno organizzato dall’Istituto Italiano di Studi Germanici di Roma nello scorso mese di ottobre, fornisce, nel difficile scenario presente, alcune ipotesi sul piano strettamente filosofico, ma anche culturale e politico in senso ampio e classico, che danno una risposta alle questioni dell’identità e della tradizione. Il progetto gadameriano viene collocato nel contesto storico-culturale attuale, riuscendo a cogliere il suo contributo ad una teoria dell’identità europea ed occidentale, contesto al quale si dedicano anche i saggi di Romano Prodi, Gianfranco Spagnesi e Claudio Vasale. Quanto mai attuale è l’invito teorizzato in Verità e metodo a riabilitare l’autorità e la tradizione dell’identità europea, nella convinzione che non si debba interrompere il flusso storico della propria cultura. Ecco allora che Gadamer può fungere da mentore dell’unità e della continuità dell’essere e del pensare nella filosofia e nella scienza, come si legge anche nell’editoriale di Vincenzo Cappelletti dedicato al sentito anniversario per il quarto centenario del Sidereus nuncius (1610-2010) di Galileo. Va solo riconosciuta l’autocoscienza conoscitiva imboccata da Galileo, afferma Cappelletti. Gli storici spesso la designano come età moderna, e invece è la civiltà plurimillenaria dell’evidenza razionale. Più in generale contribuiscono a tale indagine sul rapporto tra finito ed infinito e tra filosofia e cristianesimo anche i saggi filosofici (Luca Ghisleri), letterari-artistici (Giovanna Scarsi, Giovanni Antonucci, Paola Dalla Torre) e storici (Marco Impagliazzo, Liliosa Azara, Nicola Carozza, Alessandro Duce). Il prezioso inedito di Francesco Saverio Pericoli Ridolfini, insigne storico dell’Oriente Cristiano, Nozze di Cana, presenta una dovizia di citazioni attinte dalle antiche scritture sull’episodio della trasformazione dell’acqua in vino narrata nel Vangelo di Giovanni.

La figura di Maria, pur nella semplicità e modestia, emerge nella sua grandezza: «Regina che puoi ciò che tu vuoi», farà dire Dante a San Bernardo (Paradiso, XXXIII, 34-35) tenendo presente il brano evangelico.

A cura di Anna Augusta Aglitti


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