L'Unione europea
attraversa attualmente una delle fasi più difficili
della sua storia: ai dubbi e alle perplessità che hanno
accompagnato il più grande allargamento che l'Europa
abbia mai conosciuto, si aggiunge l'esito negativo del
referendum popolare che in Francia e in Olanda ha
bocciato il testo costituzionale. Si evidenzia così la
debolezza di un processo d'integrazione che è sempre più
il risultato di un atto volontaristico di élites
politiche che, per quanto illuminate e lungimiranti,
hanno mancato di perseguire la strada della ricerca del
consenso popolare.
In questo
contesto si inserisce la riflessione sul contributo dato
dai mezzi di comunicazione di massa al processo
d'integrazione e alla costruzione di un'identità comune.
I media potrebbero rappresentare, infatti, l'ambito
privilegiato di manifestazione di un'opinione pubblica
europea, favorendo il dialogo, l'integrazione e la
partecipazione. Al contrario, 'nella trattazione dei
temi europei privilegiano una prospettiva nazionale e
non esitano a ricorrere ad un linguaggio stereotipato
che ostacola, piuttosto che favorire, il processo di
comunicazione interculturale. I media rappresentano a
tutt'oggi per i cittadini europei la principale fonte di
informazione sull'Unione e sulle sue istituzioni,
rivestendo un ruolo attivo nel processo di costruzione
della «realtà Europa» e nella definizione delle modalità
di rapportarsi ad essa da parte dei cittadini.