|
«La
figura di Mons. Romero - "ucciso all'altare" il 24 marzo
1980 - va compresa nella storia complessa del suo
tempo, a partire dall'identità profonda dell'uomo che
fu. In questo senso il libro di Jean Meyer ci aiuta
parecchio. Tra i maggiori studiosi del cristianesimo
latinoamericano, Meyer, storico francese che da decenni
studia e insegna in Messico, sa collocare Romero
nell'atmosfera del suo tempo, senza restare prigioniero
di facili schematismi e pregiudizi. Alla conoscenza del
terreno e all'analisi rigorosa egli unisce l'estro e
l'acume della più classica formazione storiografica
francese. Con il risultato di restituirci un Romero
fedele alle fonti storiche su di lui, spesso ignorate o
distorte da chi lo ha visto come un disprezzabile
sovversivo o, all'opposto, ne ha fatto un oleografico
santino della teologia della liberazione. E con il
risultato - ciò che è più importante - di una verosimile
fotografia del suo essere e operare di cristiano e di
pastore».
Dalla Prefazione del Cardinale Achille
Silvestrini
Jean
Meyer, storico
franco-messicano, è nato a Nizza nel
1942. Sposato con la storica Beatriz Rojas, ha cinque
figli.
E
stato professore nel Colegio de México, a Parigi, Perpignan, e poi nel
Colegio de Michoacàn a Zamora. Specialista di
storia messicana, di cristianesimo latinoamericano
e di mondo russo e sovietico, ha pubblicato oltre
cinquanta volumi, fra cui la trilogia su
La Cristiada
ha superato la ventesima edizione.
Cattedratico al CIDE
dal
1993, ha fondato nel 2000 la «Revista de Historia
Internacional». Il suo ultimo
lavoro
è
La Gran Controversia:
catolicismo y ortodoxia,
apparso nel 2005 presso
Tusquets. |