MAURO CERUTI, “MAESTRO DEL NOSTRO TEMPO”

Giov, 26/05/2022 - 09:00
-

Il 7 maggio 2022 è stato assegnato il prestigioso Premio Nonino ‘maestri del nostro tempo’ (che affonda le sue origini in due edizioni del 1975 e del 1977, ed è dunque al suo “quarantacinquesimo anno + due”) al prof. Mauro Ceruti, autore per Studium del volume di successo La fine dell’onniscienza, del 2015 (collana “Cultura”), e negli ultimi anni vicino all’editrice anche con altre collaborazioni, come gli interventi sulla rivista Nuova secondaria e, recentemente, la Prefazione al volume del prof. Mario Castellana Briciole di complessità, uscito ad aprile 2022.
Il suo nome viene ad aggiungersi ad altri nomi illustri che hanno ricevuto il premio negli anni: Giorgio Parisi, che ricevette lo stesso premio nel 2005, poi Nobel per la Fisica 2021; Edgar Morin, che venne premiato nel 2004 per diventare membro della giuria dal 2007, e tanti altri come Martha C. Nussbaum, Renzo Piano, Antonio Damasio, Tzvetan Todorov, Raimon Panikkar, Suso Cecchi D’Amico, Claudio Abbado, René Girard, solo per citarne alcuni.
La giuria internazionale, presieduta da Antonio Damasio e composta da Adonis, John Banville, Ulderico Bernardi, Peter Brook, Luca Cendali, Emmanuel Le Roy Ladurie, James Lovelock, Claudio Magris, Norman Manea, Edgar Morin, Suad Amir ha così motivato l’assegnazione del Premio: «Tante cose si potrebbero e dovrebbero dire su Mauro Ceruti e la sua opera, per l’incredibile varietà e ricchezza della sua ricerca, che prende alla gola i problemi, le contraddizioni, l’arricchimento e la devastazione culturale della nostra vita, di tutto il mondo. Ceruti fa toccare con mano come ognuno di noi si trovi dinanzi a una sconcertante universalità di cose, di forze, di realtà che arricchiscono stordiscono e spaventano; leggere i suoi libri è come scoprire che l’apparente semplicità delle cose intorno a noi e di tutta la realtà consueta è grande e complessa come l’universo. I suoi libri ci aiutano non solo a conoscere l’infinito piccolo e grande in cui annaspiamo ma anche a non temerlo, a sentirne l’arricchimento per la nostra persona. Da questo sentimento e concetto della complessità cosmica deriva un senso profondamente umanistico o meglio umano, della comunità di destino che, come scrive Ceruti, lega tutti gli individui di tutti i popoli della terra all’ecosistema globale».
In questa breve segnalazione, prendiamo dalla Prefazione di Giulio Giorello a La fine dell’onniscienza una sintesi sul senso della battaglia culturale portata avanti dal prof. Ceruti, in cui Studium, dalla sua nascita ad oggi, montinianamente non può non riconoscersi:
«Il filo rosso […] è costituito dall’identificazione di quella “indomita tendenza” a semplificare il mondo della vita per poter disporne a piacimento, che sembra trovarsi alla base della hybris cui Homo sapiens sottopone sia l’ambiente che i propri simili. Riconciliare “tecnoscienze” e “saggezza” stipulando “una nuova alleanza” tra uomo e ambiente è per Mauro Ceruti e per la sua filosofia della complessità la via per emanciparsi dal mito dell’onniscienza/onnipotenza e costruire un’antropologia adatta a un universo tipicamente plurale, che fin dai tempi della “rivoluzione copernicana” si era rivelato privo di centro, senza confini e libero da ogni artificiosa gerarchia».
Il sito di Mauro Ceruti è www.mauroceruti.it

 


Simone Bocchetta
Responsabile editoriale Gruppo Studium