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Ragione e bioetica,
politica legata alla tecnologia e la traduzione come
incontro tra le culture nell’ultimo fascicolo di
STUDIUM
Il
numero 1/2005 della rivista STUDIUM dà voce a
momenti importanti della scienza, della politica e
della nostra storia contemporanea. Si sommano così
un editoriale di Giuseppe Dalla Torre su Scienza
e fede. Una lettura della visita dei Magi (Mt 2, 12),
che vede i Magi come studiosi, come scienziati che,
grazie alla fede ed oltre le verità parziali,
riconoscono la Verità, e le opinioni di Laura
Palazzani su Il ruolo della ragione in bioetica
(intervento strettamente legato a quello successivo
di Bruno Domenichelli su Il «complesso di Icaro»
o dell’onnipotenza della scienza. Verso un nuovo
umanesimo medico), che analizzano i limiti del
pensiero postmoderno confrontandolo con la fecondità
di riflessioni e stimoli alla riflessione etica che
la bioetica rappresenta nella società attuale.
Di grande
attualità il contributo di Paolo De Luca su
Politica nella rete. Democrazia e tecnologia
nell’epoca di Internet. De Luca, nel rilevare la
«pacifica rivoluzione culturale» che si sta
svolgendo sotto i nostri occhi ormai da anni con il
nostro progressivo «sedersi davanti ad un computer,
consultare la posta elettronica o avviare un motore
di ricerca» rivolge una particolare attenzione al
ruolo della tecnologia nella politica odierna,
dall’importanza del WEB nelle presidenziali
americane ai ritardi dell’utilizzo di detta
tecnologia da parte dell’Italia, citando in
conclusione l’autorevolezza di Giovanni Paolo II
sull’importanza dei mezzi di comunicazione
contemporanei: «Nessuna libertà, inclusa la libertà
d’espressione, è assoluta: essa trova infatti il suo
limite nel dovere di rispettare la dignità e la
legittima libertà degli altri. Nessuna cosa, per
quanto affascinante, può essere scritta, realizzata
e trasmessa a danno della verità: penso qui non solo
alla verità dei fatti che voi riportate, ma anche
alla “verità dell’uomo”, alla dignità della persona
umana in tutte le sue dimensioni» (Dal Discorso
al giubileo dei giornalisti, 4/6/2000).
A questo
saggio fa seguito nel fascicolo il dossier su
La traduzione: incontro fra le culture in cui
Domenico Jervolino raccoglie una serie di studi
sulla traduzione in vario modo connessi
all’insegnamento di Filosofia del Linguaggio (Jean –René
Ladmiral, Per una filosofia della traduzione,
François Marty, La traduzione: alla prova dell’alterità,
Angelo Bottone, Newman e il tradurre, André
Tosel, W. Benjamin e A. Gramsci sulla
traducibilità delle lingue, Valentina Sommella,
Antoine Barman, pensatore della traduzione)
che trovano un appropriato corollario finale
nell’articolo di Renato Bertacchini intitolato
L’italiano, lingua di cultura e di pace, quarta oggi
nel mondo. |