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Renato Cristin

 

 

 

 APOLOGIA DELL'EGO

Per una fenomenologia dell'identità

 

 

 

Collana 'La dialettica'

 

 

 pp. 272 - € 28,00
ISBN 978-88-382-4045-4


La filosofia ha ancora un ruolo nello spazio pubblico europeo e occidentale? Come si articola oggi il rapporto fra riflessione filosofica e istituzioni? Quale influsso ha la filosofia nelle scelte istituzionali, nella determinazione delle tendenze culturali e nella formazione delle correnti d'opinione? Partendo da queste domande e curvandole su un caso cruciale, cioè la progressiva scomparsa della figura dell«io» dalla scena principale in cui filosofia, cultura, sfera pubblica e azione istituzionale si incontrano, questo libro sviluppa un'articolata teoria fenomenologica dell'ego nella forma di riflessioni intorno alla coscienza e all'identità, e alla loro funzione nel percorso gnoseologico e nel destino storico dell’Occidente.

Da alcuni decenni, nella filosofia e nell'orientamento culturale si è imposta una tendenza alla demolizione del concetto di «io» con le due principali nozioni che storicamente gli sono collegate: ragione e identità. La conseguenza è stata una profonda eradicazione della «prima persona» dal discorso filosofico e dalla coscienza collettiva, dalla sensibilità culturale e dalla percezione politica. Se la causa principale di questa emarginazione consiste in un'interpretazione che traccia un'equivalenza ovvero una relazione reciproca fra la filosofia della soggettività, le idee sociopolitiche del liberalismo e le tesi socioeconomiche del liberismo, allora è chiaro che una difesa delle ultime due sfere non risulterà efficace finché non implicherà la ripresa della prima, così come una rivalutazione della prima comporta chiaramente un giudizio positivo sulle altre due.

Così, eliminando gli equivoci sulle possibili incrostazioni di ciò che Husserl chiamerebbe per un verso ingenuità naturalistica e per un altro arroganza positivistica, questa consapevole – critica e disincantata – apologia dellego vuole riproporre all'attenzione dell'attuale riflessione culturale occidentale, di quest'epoca e di quest'area cioè che sta perdendo il suo baricentro e, quindi, la sua prospettiva identitaria, un problema non più eludibile dal pensiero contemporaneo e una soluzione non più liquidabile con la sofistica decostruzionista e postmodernista. Il tema dell'io e dell'identità soggettiva, sia individuale sia collettiva, è infatti una questione di tale rilevanza, che intorno ad essa si gioca una partita cruciale, filosofica e politica.

Mostrare gli scopi ideologici e le retoriche strumentali di questa esclusione dell«io» e del connesso rifiuto dell'identità, e contrapporvi una teoria dellidentità soggettiva è un compito urgente, possibile sulla base del metodo e del pensiero fenomenologico. Ed è anche la finalità di questo libro, che presenta una teoria unitaria dellidentità elaborata nel quadro metodologico e concettuale del pensiero husserliano.


Renato Cristin è professore associato di Filosofia teoretica nellUniversità di Trieste. È stato direttore dellIstituto Italiano di Cultura di Berlino (2003-2006). Principali pubblicazioni: Heidegger e Leibniz, prefaz. di H.-G. Gadamer, Bompiani, Milano 1990; Phänomenologie in Italien (a cura), Königshausen & Neumann, Würzburg 1995; Europa al plurale. Filosofia e politica per lunità europea (con S. Fontana), Marsilio, Venezia 1997; La Fenomenologia e lEuropa (a cura con M. Ruggenini), Vivarium, Napoli 1998; Fenomenologia, Unicopli, Milano 1999; Fenomeno storia. Fenomenologia e storicità in Husserl e Dilthey, Guida, Napoli 1999; Die Phänomenologie und Leibniz, (a cura con K. Sakai), Alber, Freiburg/München 2000; La rinascita dellEuropa. Husserl, la civiltà europea e il destino dellOccidente, Donzelli, Roma 2001; Invito al pensiero di Edmund Husserl, Mursia, Milano 2002, Technologien und Lebenswelten (a cura con G. Abel, W. Hogrebe, A. Przylebski), Parerga, Berlin 2006; Memento Gulag (a cura), Duncker & Humblot, Berlin 2006; Philosophie und Spiritualität bei Matteo Ricci (a cura con W. Butz), Parerga, Berlin 2007.


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