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Francesco Castelli
PADRE PIO E IL SANT'UFFIZIO
(1918-1939)
Fatti, protagonisti, documenti inediti
Collana
'La Cultura'
pp. 260 -
€ 20,00
ISBN 978-88-382-4135-2
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Cosa era la Congregazione del
Sant’Uffizio, quali i poteri, le
procedure, le funzioni? Perché,
nel 1931, ordinò a padre Pio da
Pietrelcina di celebrare in privato
e di non confessare? Chi
furono i responsabili di quella
decisione? Quale ruolo giocò
realmente il francescano Agostino Gemelli, che secondo
un’opinione assai diffusa sarebbe
stato allora il principale
nemico di padre Pio? Quali
furono le fasi di tutta la vicenda?
Quale il vero atteggiamento
di Pio XI? E gli stimmatizzati?
Ve n’erano altri? Furono indagati
dalla Suprema Congregazione? Cosa avvenne loro?
Quale legame hanno con la storia
di padre Pio san Giuseppe
da Copertino, Giovanni Semeria, Ernesto Buonaiuti, il cardinale
Raffaello Rossi e Benito
Mussolini? Questi sono solo
alcuni degli interrogativi a cui
il volume, con abbondante
documentazione inedita, permette
di dare risposta divenendo
un appassionante viaggio
nella storia di un processo a
carico di uno stimmatizzato,
un’indagine sulla vita italiana e
della curia romana durante il
pontificato di Pio XI.
Francesco Castelli ha conseguito
il dottorato in Storia e Beni
Culturali della Chiesa presso la
Pontificia Università Gregoriana.
Direttore dell’archivio storico
diocesano di Taranto, è docente di storia della Chiesa moderna e contemporanea e membro di redazione di riviste scientifiche. Autore del volume
Padre Pio sotto inchiesta.
L’«autobiografia» segreta
(Milano
2008, con prefazione di Vittorio Messori), di recente ha pubblicato
su «L’Osservatore Romano
» la supplica inedita con la
quale il confessore di Cavour,
fra’ Giacomo da Poirino, chiedeva,
pentito, la riabilitazione a
Leone XIII.
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