«La storia dello
scautismo italiano trova in questo volume un contributo
fondamentale, che la colloca a buon diritto non soltanto
al centro della storia dei movimenti giovanili italiani
del Novecento, ma anche tra i casi esemplari per
verificare la solidità delle premesse religiose e civili
della società italiana.
La vicenda che ha
portato nel 1974 alla fusione tra l'associazione
femminile e quella maschile dello scautismo cattolico
italiano è stata il punto più alto e innovatore,
ideologicamente sofferto, di quel generale processo di
maturazione delle generazioni cristiane che non avendo
partecipato direttamente alla seconda guerra mondiale e
alle scelte politiche che ne seguirono avevano trovato
nell'esperienza del Concilio Vaticano II e nell'apertura
dell'Italia sulla scena economica e civile
internazionale ad esso contemporanea l'occasione per
riappropriarsi della storia repubblicana e per entrare a
pieno titolo nella storia della democrazia nazionale. Il
modo in cui vennero rielaborate dalle élites dello
scautismo e del guidismo italiani le istanze provenienti
dalla società e le inquietudini del mondo giovanile fu
originale. Esse venivano accolte sempre e comunque nella
misura in cui corrispondevano ad un approfondimento del
metodo e alla necessità di reinterpretarlo in chiave
educativa.
Alla luce della
storia degli anni Settanta, l'evento rappresentato dalla
nuova identità assunta dai giovani scout cattolici
italiani ha una duplice valenza: conferma l'esistenza e
la forza di una lenta, ma ostinata linea di autonoma
maturazione del laicato cattolico, e testimonia la
ricchezza e lo spessore di un vissuto religioso e di una
fedeltà alla dimensione ecclesiale che ha garantito
l'unità nazionale in molti passaggi delicati della
nostra storia».
Dalla Prefazione
di Giuseppe Tognon