EDIZIONI STUDIUM

 EDIZIONI STUDIUM


News


 

<<< Previous Page

 

STUDIUM NEL CENTENARIO DI GUIDO GONELLA

 

Guido Gonella (1905-1982), studioso, giornalista, uomo politico, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita, fu Segretario politico della Democrazia Cristiana e per lunghi anni ministro della Pubblica Istruzione e di Grazia e Giustizia.

Egli diresse la rivista STUDIUM con Igino Righetti nel biennio 1930-1931 e fu tra i suoi primi collaboratori negli anni Trenta. Per ricordare la sua figura, a cui è particolarmente legata, la rivista pubblica un saggio di Giorgio Campanini dal titolo Alle radici dell’antifascismo di Guido Gonella (1905-1982). La giovanile tesi su Charles Maurras, e un ampio contributo di Augusto D’Angelo su Gonella e l’«operazione Sturzo», corredato da importanti documenti inediti.

Presso l’Editrice Studium Gonella pubblicò alcuni dei suoi libri più importanti: La filosofia del diritto secondo A. Rosmini, Dalla guerra alla ricostruzione e Le tribolazioni della democrazia.


Gonella e l’«operazione Sturzo»

I documenti inediti del Segretario della DC 

«Noi di questo delitto non ci macchieremo mai. Io certo no, ma ritengo con certezza che tale è il pensiero anche di De Gasperi. Preferiamo andarcene tutti, poi altri vedranno»: questa la risposta di Guido Gonella, allora Segretario della DC, alla proposta portata da Luigi Gedda, Presidente dell’Azione Cattolica Italiana, per un’alleanza con le destre che avrebbe sancito la fine dell’unità politica dei cattolici. 

A Roma nel 1952 si votava per rinnovare il consiglio comunale. In Vaticano si temeva che la Democrazia Cristiana, con i tradizionali alleati di centro (PRI, PSDI e PLI), non potesse sventare il rischio di una conquista comunista del Campidoglio, che avrebbe avuto un forte valore simbolico nel drammatico clima politico di quegli anni.

Ai vertici della DC giunsero forti pressioni perché si rinviassero le elezioni o si accettasse di aderire ad una lista civica senza simboli composta da democristiani, monarchici e missini.  

Dalle carte di Guido Gonella, allora Segretario della DC, emergono 16 documenti inediti (uno dei

quali con 8 allegati) che fanno luce sui rapporti col Vaticano in quelle giornate in cui i vertici democristiani riuscirono a sventare una spaccatura all’interno dell’elettorato cattolico. 

 

Augusto D’Angelo, docente di Storia dei Partiti Politici della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università «La Sapienza» di Roma, che per Studium ha già pubblicato il volume De Gasperi, le destre e l’«operazione Sturzo», è tornato sull’argomento con nuova documentazione che illumina ulteriormente i rischi sventati in quelle giornate.

 

Doc. 3 - Appunto di Guido Gonella su suo colloquio con Luigi Gedda il 20 aprile 1952

  

«20 aprile 1952

Ho chiesto un appuntamento con il prof. Gedda. Alle ore 20.30 ho avuto un colloquio nella sua abitazione.

Anzitutto ho espresso la preoccupazione per le voci che girano, secondo le quali il C.[omitati] C.[ivici] o l’Azione Cattolica starebbe per preparare una lista dei cattolici. Ho soggiunto che la cosa mi sembrava infondata, non avendo egli mai fatto cenno di ciò negli incontri quotidiani.

 Il prof. Gedda mi ha risposto: “Si tratta di un fatto nuovo. Stamane ho avuto la direttiva di preparare entro domani una lista di cattolici per presentarla nelle elezioni e polarizzare su essa i voti dei cattolici. Nello stesso tempo, entro la mattinata di domani, i presidenti dell’Azione Cattolica verrebbero invitati a ritirarsi dalla lista della D.C.”.

 Richiamai il prof. Gedda sulla gravità della cosa, chiedendogli se vi era una possibilità di evitarla.

 Mi rispose che si poteva evitare con l’adesione delle D.C. ad una Lista civica comprendente il MSI. Aggiunse che questa era la conseguenza dei rifiuti della D.C. alle sue proposte.

 Precisai che non si era mai rifiutato il principio della concentrazione anticomunista la più ampia possibile, comprendente tutti i partiti del centro, del centro-sinistra e del centro-destra. Ancora oggi siamo pronti ad accettare questa soluzione e a rinunciare all’apparentamento a quattro già concluso. Illustrai gli sforzi fatti da De Gasperi per persuadere Pacciardi ed altri, ma tali sforzi risultarono negativi. Non è la buona volontà che manca, è l’impossibilità materiale di disporre della volontà altrui. Se egli riuscirà a persuadere chi non siamo riusciti a persuadere, gliene saremo grati. Soggiunsi che la Lista civica composta dalla D.C. più Destre non era la concentrazione anticomunista di cui si era parlato anche nel “Popolo”, ma una lista di parte che, oltre a spostare l’asse politico, aggiungeva poco alle già positive possibilità di vittoria con lo schieramento attuale.

 Gedda precisò che il tempo stringe e che ormai tutte le mie considerazioni erano superate. O accettare la Lista civica con le destre oppure entro la mattinata di domani avrebbe avuto vita la lista dei cattolici. Aggiunse che nel pomeriggio di oggi aveva avuto colloqui con varie persone ed anche con il “Fronte della Famiglia” per preparare la Lista che è in via di elaborazione.

 Risposi che nei precedenti colloqui, e riferendosi anche ad altre situazioni, su mia domanda egli sempre escluse che i Comitati Civici presentassero liste, ed io precisai ciò nelle istruzioni date agli organi provinciali del Partito.

 - Gedda allora non precisò chi sarebbe stato propriamente il presentatore: egli intanto aveva avuto l’incarico di preparare la lista e si era già messo al lavoro. Noi siamo i due terzi dei vostri voti. 

- Chiesi che intendeva fare di tale lista: si presenta da sola o si apparenta?

 - Gedda risponde: poi si vedrà “se sarà opportuno apparentare questa lista da una parte o dall’altra”. E’ certo che i cattolici verranno invitati a votare per tale lista e non per altre. Aggiunse: “Tu sei il responsabile del Partito: accetta le mia proposta e tutto si conclude bene”.

 - Risposi che la responsabilità della cosa era anche governativa e che comunque non avrei fatto nulla se non d’accordo con De Gasperi e con gli altri responsabili del Partito. Quindi precisai: siamo posti davanti ad un fatto nuovo che non ci lascia alternative. Se insistiamo nella linea sin qui seguita e della quale siamo ancora convinti, spacchiamo l’unità politica dei cattolici. Noi di questo delitto non ci macchieremo mai. Io certo no, ma ritengo con certezza che tale è il pensiero anche di De Gasperi. Preferiamo andarcene tutti, poi altri vedranno. Quindi, di fronte ad un fatto sul quale non ci è dato influire, non ci resta che un’alternativa: o andarcene o rinviare le elezioni.

 - Gedda rispose che egli sarebbe stato ben lieto del rinvio che già propose a De Gasperi oltre un mese fa senza ottenere alcuna soddisfazione. Suggerì di speculare sulla questione di Trieste per motivare il rinvio.

 - Gli dissi che della questione di Trieste già io gli aveva parlato, ma che De Gasperi guarda il problema con grande senso di responsabilità nazionale che consiglia di non mettersi in un vicolo cieco.

 Allora, soggiunsi: forse sono preferibili le dimissioni del Governo.

 - Gedda rispose in modo tale da considerare le elezioni, più che come una causa necessaria e sufficiente per il rinvio, come una vendetta o un ripicco. Disse: quando parlate così vuol dire che non volete venirci incontro.

 - Gli ricordai Don Rodrigo: questo matrimonio non si ha da fare, ma aggiunsi che qui la colpa era molto più semplice perché non erano in gioco questioni sacramentali.

 Infine chiesi tempo per riferire a Da Gasperi e riflettere, sottolineando che, se non mi fossi recato a casa di Gedda per chiedere informazioni, egli sarebbe andato avanti senza informare.

 - Alla fine mi disse: rinviate ed io non penso più alla lista.

 - Risposi: se si riterrà opportuno rinviare, bisogna che lasciate a noi scegliere il momento fino al 25 maggio, per cogliere l’occasione favorevole e non sfigurare.

 - Gedda accettò questa condizione di un rinvio entro il 25 maggio anzichè entro il 25 aprile. Però soggiunse: ci vuole il più rigoroso impegno fra galantuomini che il rinvio ci sarà. 

- Precisai che con questo impegno noi avremmo presentato la lista a quattro, e nessuna lista civica sarebbe stata presentata.

 - Gedda consentì previamente e concluse: Desidero la risposta entro domattina presto, perché io devo lavorare per la formazione della lista.

 -Conclusi che questa era una giornata ben triste per me dovendogli chiedere di spostare il termine a mezzogiorno di domani.

 -Consentì a mo’ di concessione.»

 

L’articolo e gli altri documenti ed allegati sono nel numero di Studium 2005/5 (PDF)

Gli articoli in oggetto si possono richiedere a
 redazione@edizionistudium.it


Scheda Libro

Scheda Libro


 
     
  © Copyright 2004 Edizioni Studium